Referendum sull’attuazione dell’iniziativa popolare «contro l’immigrazione di massa»

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Per regolare l’immigrazione il Parlamento svizzero ha scelto una soluzione che evita di compromettere gli Accordi bilaterali con l’UE ma che non è del tutto conforme alla Costituzione federale (art. 121a). Ciò crea un problema di fiducia e di legittimità verso le istituzioni democratiche. Occorre quindi dare la possibilità alle cittadine e ai cittadini di avere l’ultima parola in una votazione popolare. Che il Popolo decida!
 
Firma subito! Dobbiamo raccogliere 50'000 firme entro il 7 aprile 2017.

Perché sostenere il referendum?

Il 9 febbraio 2014 1'463'854 cittadine e cittadini (il 50,3% dei votanti) hanno accettato l’iniziativa popolare «contro l’immigrazione di massa». Di conseguenza è stato inserito nella Costituzione federale un articolo (art. 121a) che sancisce che «il numero di permessi di dimora per stranieri in Svizzera è limitato da tetti massimi annuali e contingenti annuali» e àncora il «principio di preferenza agli Svizzeri». In una disposizione transitoria si afferma che entro tre anni bisogna attuare l’art. 121a e che i trattati internazionali che contraddicono l’art. 121a «devono essere rinegoziati».

Di fatto l’art. 121a è in contraddizione con gli Accordi bilaterali fra la Svizzera e l’Unione Europea, conclusi nel 1999, incluso l’accordo sulla «libera circolazione delle persone». Il Popolo (il 67,2% dei votanti) e 24 Cantoni su 26 hanno accettato gli Accordi bilaterali I nella votazione del 21 maggio 2000. Una solida maggioranza popolare ha successivamente confermato il principio della libera circolazione nel 2005 (56,0%) e nel 2009 (59,6%).

In seguito al voto del 9 febbraio 2014 il Consiglio federale non è riuscito a rinegoziare con l’UE l’accordo sulla libera circolazione delle persone. Per l’UE la libera circolazione è infatti uno dei principi fondamentali e non intende comprometterlo. Un’introduzione unilaterale dei tetti massimi e/o dei contingenti annuali da parte della Svizzera comporterebbe la rottura dell’accordo sulla libera circolazione e perciò, vista la «clausola ghigliottina», anche di tutti gli Accordi bilaterali con l’UE. Verrebbero a cadere anche le misure di accompagnamento che proteggono i lavoratori. Inoltre, va ricordato che la Costituzione (art. 5 cpv. 4) impone alla Confederazione di rispettare il diritto internazionale, di cui fanno parte anche gli Accordi bilaterali.

Il 16 dicembre 2016 il Parlamento ha adottato una modifica della legge federale sugli stranieri che cerca di attuare l’art. 121a senza compromettere gli Accordi bilaterali. Tale attuazione non prevede però né i tetti massimi annuali né i contingenti né il principio di preferenza agli Svizzeri e quindi non rispetta alla lettera l’art. 121a.

Ciò induce diversi cittadini e cittadine a ritenere che il Parlamento abbia violato la Costituzione e il mandato popolare. Tale conclusione è grave poiché mina la fiducia nelle istituzioni democratiche.

In una democrazia diretta il mancato rispetto della Costituzione potrebbe essere accettato solo a condizione che le cittadine e i cittadini, tramite una votazione, lo approvino. Una decisione del Parlamento non è sufficiente. In gioco vi è infatti non solo la fiducia ma anche il principio di legittimità delle decisioni politiche.

Per questi motivi abbiamo lanciato il referendum sulla legge di attuazione dell’art. 121a. Non è quindi un referendum contro o in favore della legge. È un referendum che ha come scopo di difendere la legittimità delle istituzioni democratiche svizzere, permettendo alle cittadine e ai cittadini di esprimersi in una votazione popolare.

Tramite questo referendum, il Popolo avrebbe l’occasione di confermare o di invalidare la via scelta dal Parlamento. In assenza di una tale votazione, il Parlamento continuerà ad essere accusato di non avere rispettato la volontà popolare. Se il Popolo accetta la legge avremo maggiore chiarezza e un nuovo mandato popolare. Se la respinge, il Consiglio federale dovrà cercare di attuare l’art. 121a tramite un’ordinanza.

Non si può aspettare la votazione sull’iniziativa popolare RASA e/o su un eventuale controprogetto del Parlamento, perché al momento attuale non è per niente sicuro che ci sarà una votazione su questi due oggetti. I problemi legati alla fiducia nelle e alla legittimità delle istituzioni politiche non sarebbero quindi risolti. Occorre perciò agire subito firmando il referendum.

Comitato ‘Referendum subito’

Lorenza Carrara, contabile, Pregassona TI *
Simon Demont, Bauzeichner, Schaffhausen SH
Mélanie Gai, consulente per la salute, Muralto TI
Dafne Ghisalberti, Klavierlehrerin, Luzern LU*
Gilles Kratzer, biostatisticien, Fribourg FR
Juan López-Martínez, journaliste indépendant non-RP, Nyon VD*
Raffael Sarbach, Dipl. Sozialpädagoge HF, Zuzwil SG*
Peter Seiler, Contract Manager, Basel BS
Nenad Stojanović, politologo, Gandria TI* (coordinatore)

* membro del Partito socialista svizzero